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giovedì 24 ottobre 2013

"Buchteln" dolcetti di pasta lievitata ripieni di marmellata d'albicocche

Buongiorno miei cari amici, amiche sopratttutto,
oggi il tempo non invoglia certo ad alzarsi dal letto, ma sono felice perchè sento che quella malinconia che mi accompagnava da un po' di tempo se n'è andata, mi ha fatto bene aprirmi con voi e vi ringrazio tantissimo per l'affetto che mi dimostrate ogni giorno.
In questo periodo mi sento euforica perchè ho tanti progetti per il futuro, in special modo ho in mente qualche viaggio e poi un cucciolo. Sabato mio marito ed io andremo all'aereoporto di Monaco nella speranza di trovare un qualsiasi viaggio "low cost" o un'offerta "last minute", se non si trova nulla si rimane qualche giorno a Monaco. E' divertente partire senza sapere esattamente dove si andrà a finire.
Dovrò preparare una doppia valigia, una con vestiti più pesanti e un'altra con quelli un po' più leggeri.
Vi lascio per qualche giorno con una ricetta tirolese: "i Buchteln"








































E' un dolce di farina a base di pasta lievitata e viene quasi sempre servito nei ristoranti tipici con 
una salsa alla vaniglia o del gelato alla cannella.







































Ingredienti:

400 g di farina
20 g di lievito di birra fresco (io ho utilizzato una bustina di lievito secco Mastro Fornaio Paneangeli)
120-140 ml di latte
30 g di zucchero
40 g di burro fuso
2 uova
una bustina di zucchero vanillinato o vanillina
una presa di scorza d'arancia grattugiata
1 cucchiaino di rum
un pizzico di sale
marmellata d'albicocche
burro fuso per spennellare

Mescolate in una ciotola il lievito fresco sbriciolato, lo zucchero, il latte tiepido e fate riposare questa soluzione per 20 minuti al caldo (35°). (Se utilizzate come me il lievito secco potete saltare questo passaggio e impastare subito tutti gli ingredienti).
Sciogliete il burro a bagnomaria, fate raffreddare, aggiungete le uova, lo zucchero vanillinato, la scorza d'arancia, il rum, la soluzione con il lievito, sale, infine la farina.
Impastate bene fino ad ottenere una massa liscia ed elastica, coprite e fate riposare altri 20 minuti nel forno a 35° oppure finchè non raddoppia di volume.
Stendete la pasta non troppo sottilmente, 1 cm circa e con una formina rotonda ritagliate tanti piccoli cerchietti del diametro di 10 cm.
Mettete in ogni cerchietto un cucchiaino di marmellata di albicocche, chiudeteli uno alla volta formando delle palline e adagiateli in una tortiera del diametro di 24 cm foderata con carta.
Partite dal centro e appoggiate ogni pallina con la chiusura rivolta verso il basso, l'una accanto all'altra.
Spennellate bene la superficie con altro abbondante burro fuso e fate riposare per altri 15-20 minuti al caldo sempre coperti.
Scaldate il forno a 180° e infornate per 30 minuti.
Fate raffreddare i Buchteln nella tortiera, rovesciateli su una superficie di lavoro, scomponeteli e serviteli ancora tiepidi.












































Per la salsa alla vaniglia ho sbattuto lievemente un tuorlo d'uovo in 250 ml di latte intero, ho aggiunto una puntina di cucchiaino di vanillina, zucchero a piacere, un cucchiaino di frumina e ho portato a bollore sempre mescolando, finchè non si è addensato il tutto. 












































E' ancora un po' prestino, ma auguro a tutti uno speciale week end di Ognissanti.
Un abbraccio
Con affetto
Sabina

martedì 22 ottobre 2013

Vellutata di cavolo rapa con zenzero

Buon pomeriggio amici,
avrete notato che nell'ultimo periodo racconto poco di me, è un momento un po' strano e forse sto iniziando una nuova fase della mia vita. Mi domando spesso se sia il caso di scrivere certi miei pensieri così intimi qui nel blog, ma poi leggo le mail di molte donne che mi seguono proprio perchè trovano in me forse l'amica della porta accanto con la quale scambiarsi confidenze, che mi danno la presunzione di regalare a qualcuna uno spiraglio di luce.
Grazie al blog ho conosciuto persone splendide che hanno saputo capirmi fino in fondo, cosa che spesso non succede nella via reale. Per me il blog è uno spazio di condivisione non soltanto di ricette.
La vita purtroppo non va sempre come noi vorremmo o come pensavamo che andasse, si arriva ad un certo punto in cui bisogna decidere se soffrire e piangere perchè non abbiamo realizzato quello che sognavamo oppure voltare pagina e guardarsi attorno, cercando di scoprire quello che magari è proprio sotto i nostri occhi e che può darci la felicità tanto desiderata. 
E' inutile che io ci giri tanto intorno, nel mio caso parlo di un figlio, ma ognuno ha la sua. Purtroppo è un argomento che tocca tantissime donne e trovo che non ci sia nulla di male parlarne,  è vero, questo è un blog di cucina, ma è proprio nelle cucine che spesso ci si fanno certe confidenze. Noi donne siamo davvero il sesso forte, ma spesso abbiamo bisogno di quella parola di conforto che magari può darci proprio un estraneo, ci basta fare un piantino per poi ritrovare quella carica e quell'energia che mai pensavamo di avere. Ci sono tantissime donne che per un motivo o per l'altro non sono riuscite ad avere un figlio, io sono una di quelle e proprio ora che ho compiuto 45 anni mi sono resa conto che non potrò più fantasticare in un miracolo. Mi piacerebbe che in questa società se ne parlasse con un po' più di rispetto perchè non è una colpa, non esiste soltanto "la famiglia del mulino bianco". Vorrei non sentire mai più frasi stupide come: "forse non rimani incinta perchè ci pensi troppo e ti sei fissata", "ma l'hai fatta una visita dal ginecologo?" "i figli si fanno da giovani" ecc... Vorrei che non si dicesse più: "tu non hai figli e non puoi capire!" oppure "quella non ha figli ed è acida e frustrata"  In molte occasioni mi hanno fatto sentire fuori luogo perchè raccontavo di Elsa mentre le "amiche" raccontavano dei propri figli.
Ho lottato tanto prima di accettare e raggiungere la serenità, per dare un senso alla mia vita, per capire che nella vita c'è tanto altro e che si può essere felici e realizzate comunque.
Ora la mia vita è piena di tanti interessi che coltivo giorno dopo giorno, ho avuto la fortuna di vivere un amore grande con la mia Elsa. Mi sento felice in questo presente e vedo un futuro altrettanto gioioso, sicuramente con un altro cucciolo d'amare. Sono fiera di quello che sono riuscita a costruire, mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, a piccoli passi, per molti forse non è nulla, ma per me è tutto. Anche chi non ha avuto la fortuna di fare la mamma ha tanto amore da dare.
Inconsciamente con i miei blog voglio trasmettere l'amore per la vita che si può trovare ogni giorno in tanti piccoli gesti quotidiani come preparare una torta, rendere la casa accogliente, annusare il profumo del bosco, scoprire la cultura di un altro paese, accarezzare un gatto, osservare attraverso una fotografia e tanto altro. Il segreto sta nel non dare nulla per scontato.
Il post di oggi è nato spontaneamente dopo aver letto il post di Marisa del blog "Un ciclone in cucina". Certi argomenti mi toccano profondamente e non riesco a non dir nulla anche se so che Marisa è una donna forte e positiva, vorrei soltanto che non si sentisse sola in un momento così delicato e traumatico per ogni donna, vorrei anche dirle che l'ammiro tanto per come sta affrontando tutto.

Dopo un argomento simile non potevo che proporvi una ricetta delicata e confortante.








































Per me il cavolo rapa è il "Kohlrabi" dalla lingua tedesca. L'ho scoperto qualche anno fa e lo trovo soltanto in un negozio dove vendono prodotti bio. Normalmente lo consumo crudo, condito con olio, aceto, sale e pepe oppure bollito, ma lo preferisco crudo per sentirne tutto il suo sapore.
Ho trovato questa ricetta in un giornale tedesco e l'ho modificata un pochino secondo i miei gusti.