SiriusSmokeR
Pavia, Lombardia, Italy
Videogiocatore da 22 anni.
Assaporo i videogiochi come arte; gioco ad ogni cosa mi capiti a tiro.
Prediligo videogiochi che hanno la forza di cambiarti la visione delle cose.
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Quando l’arte ti colpisce dentro.

Hollow Knight: Silksong.
Il mondo lo ha atteso per ben sette lunghi anni, un tempo che è sembrato interminabile, quasi infinito, soprattutto per chi ha amato visceralmente il primo capitolo. L’attesa si è finalmente conclusa, ma il risultato non ha portato con sé ciò che speravo di ritrovare.
Il primo Hollow Knight è stato per me un’esperienza irripetibile: l’unico gioco a cui io abbia mai dato un 10 pieno. Con Silksong, Team Cherry ha scelto di rivisitare ogni aspetto del titolo originale, creando un’opera nuova e coraggiosa, ma non priva di incertezze.
La difficoltà, tema ampiamente discusso, è uno degli elementi che più divide. Silksong mette a dura prova i cosiddetti giocatori “casuali”, molti dei quali si sono avvicinati al titolo sull’onda della fama e dei meme. L’abuso di gauntlet e la presenza di boss con pattern poco memorabili rischiano di frustrare chi cerca un’esperienza più accessibile. Eppure, questo è anche il cuore dell’identità della saga: Hollow Knight non ha mai cercato di abbracciare il grande pubblico, ma piuttosto di parlare a quella nicchia di videogiocatori cresciuti con esperienze complesse, dai Metroid ai Castlevania. È un genere che non deve necessariamente essere per tutti, e a mio avviso è giusto così. Non tutti i videogiochi devono adattarsi al gusto comune, e Silksong ne è la prova.
Il vero tallone d’Achille, a mio parere, risiede però nei livelli che accompagnano l’avventura a Pharloom. Molte stanze risultano spoglie, prive di un vero e proprio design che sappia coinvolgere, e questo impoverisce la sensazione di esplorazione che nel primo capitolo era invece costantemente viva.
Sul fronte dei boss, la qualità resta indiscutibile: ogni combattimento è curato e variegato, ma nessuno mi ha colpito con la stessa intensità del primo capitolo. Persino lo scontro finale, che avrebbe dovuto rappresentare l’apice dell’esperienza, si rivela prevedibile e quasi anonimo se confrontato con l’impatto emotivo e narrativo che ebbe il Cavaliere Vacuo.
Silksong è, in definitiva, un esperimento da parte di Team Cherry. Non un semplice seguito, ma un titolo che tenta di emanciparsi dal predecessore, modificandone persino i capisaldi. Basti pensare al fatto che il protagonista, questa volta, parla e interagisce con gli NPC, introducendo una dimensione narrativa nuova. O al gameplay stesso, che abbandona la lentezza calcolatrice del primo capitolo per abbracciare una frenesia più vicina a un action puro.
Distaccandoci dai paragoni con il suo predecessore, Silksong si presenta a tutti gli effetti come una vera e propria opera d’arte. Pharloom è un mondo vivo e pulsante, che dà la sensazione di appartenere a qualcosa di più grande. Ogni NPC ha una storia, un percorso e un destino, spesso amaro, che arricchisce l’esperienza complessiva. Un esempio che mi ha colpito particolarmente è quello delle pulci: piccole creature che, nonostante l’inevitabile decadenza del loro mondo, scelgono di sorridere e festeggiare insieme, consapevoli che la fine arriverà, lenta ma inesorabile.
Le musiche, poi, sono un capitolo a sé. Ogni nota vibra lungo il viaggio, capace di suscitare brividi e di trasportare il giocatore in un’immersione totale. Silksong non è solo un videogioco: è una lettera d’amore scritta da un piccolo team che non insegue le logiche del mercato, ma porta avanti la propria visione, creando con passione ciò che ama.
In un’industria dominata da produzioni tripla A spesso dispendiose e fallimentari, Silksong si erge come uno schiaffo morale: un’opera realizzata da poche persone, capace di superare per intensità ed emozione titoli multimilionari che arrancano nel tentativo di restare a galla.
E nonostante i difetti citati in precedenza e il mio legame meno viscerale rispetto al primo capitolo, Silksong è riuscito a conquistarmi. Mi ha teso la mano, accompagnandomi in un viaggio che non dimenticherò, lasciando un segno indelebile nella mia memoria di videogiocatore.

Voto finale: 9
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Comments
Stephaniie Oct 19, 2025 @ 9:50am 
Questa persona ha un cilindro :duckdetective: